Il nostro metodo: misura, agisci, rimisura.
In concreto: fai una prima valutazione con esami avanzati. Ricevi il tuo Longevity Book, il documento con il quadro di partenza, le priorità e il piano. Ogni 6-12 mesi rifai i test per vedere cosa è cambiato. Non un check-up una tantum, ma un percorso che si aggiorna sui tuoi risultati.

Non un check-up una tantum, ma un percorso che si aggiorna sui tuoi risultati.
Un check-up ti dice come stai oggi. Non cosa fare domani.
La maggior parte degli esami finisce in un PDF e in un cassetto: un numero senza contesto, una visita senza un seguito. Ma il valore di un dato sta in due cose: come lo leggi nel tuo contesto, e come cambia nel tempo.
Per questo non vendiamo un pacchetto di esami: ti facciamo entrare in un percorso che si ripete e si corregge.
Cosa succede, passo per passo
Prima valutazione (misura)
Fai una serie di esami avanzati e test funzionali: sangue (es. ApoB, hsCRP, HbA1c), fitness cardiorespiratorio (VO₂max), forza, composizione corporea. È la tua base di partenza: misuriamo ciò che la ricerca collega alla salute nel lungo periodo, non tutto il misurabile.
Lettura medica (interpreta)
Un medico legge i tuoi dati nel tuo contesto (storia, obiettivi, stile di vita) e li trasforma in priorità chiare: cosa guardare per primo, cosa monitorare, cosa lasciar stare.
Longevity Book + piano (agisci)
Ricevi il Longevity Book: il tuo quadro di partenza, i marcatori che contano per te, le priorità e il piano (nutrizione, movimento, integrazione, recovery e, quando serve, presa in carico medica). È il documento da cui parte tutto, non un referto da archiviare.
Re-test ogni 6-12 mesi (rimisura e confronta)
A distanza di 6-12 mesi rifai gli esami e li confrontiamo con la base di partenza: cosa è migliorato, cosa no, cosa va corretto. Il piano si aggiorna sui risultati reali, non resta scritto una volta sola.
Check-up una tantum o metodo Longevilife
Non è un esame più sofisticato: è il fatto che non ti lasciamo con un report. Misura, lettura, piano e re-test sono un unico filo, e ogni controllo si confronta con quello prima.

Non uno strumento, ma un percorso multidisciplinare in una giornata.
Il nostro non è un dispositivo che "fa tutto" da solo, ma un percorso seguito da professionisti dedicati che leggono i dati nel tuo contesto e ti seguono nel tempo. È prevenzione proattiva: una presa in carico della persona che si aggiorna a ogni re-test.
- Un medico e professionisti dedicati contestualizzano i dati: lo strumento misura, il team interpreta.
- Presa in carico nel tempo: non un referto una tantum, ma un percorso che si rivede.
- Le misure del percorso si raccolgono in una stessa giornata in struttura.

Prima valutazione: la tua base di partenza.
Misuriamo per aree che la ricerca collega in modo solido alla salute nel lungo periodo. Non tutto si applica a tutti: il pannello si costruisce sul tuo profilo.
- Cuore e metabolismo: ApoB e l’assetto lipidico e metabolico, dove si gioca la fetta più grande del rischio nel tempo.
- Fitness cardiorespiratorio: il VO₂max, tra le misure più legate alla salute futura, e si allena.
- Infiammazione e glicemia: hsCRP e HbA1c, segnali che contano molto prima di diventare una "diagnosi".
Cosa misuriamo, in concreto
Il percorso va oltre i marcatori del sangue: copre più ambiti che la ricerca collega alla salute nel lungo periodo. Ecco cosa misuriamo:
Cuore e metabolismo
ApoB (le particelle di colesterolo che possono otturare le arterie) e un profilo lipidico e metabolico approfondito. È il sistema dove si gioca la fetta più grande del rischio nel tempo.
Fitness cardiorespiratorio (VO₂max)
Quanto bene cuore e muscoli producono e usano energia sotto sforzo. È tra le misure più legate alla salute futura, e si allena.
Composizione corporea
Il rapporto tra muscolo, grasso e struttura, inclusa la quota di grasso viscerale (quello attorno agli organi, più legato al rischio) e la riserva muscolare, monitorati nel tempo.
Infiammazione e glicemia
hsCRP (l’infiammazione di fondo) e HbA1c (la media della glicemia degli ultimi mesi): segnali che contano molto prima di diventare una "diagnosi".
Ecografie e diagnostica per immagini
Esami per immagini come le ecografie, per guardare dentro i tessuti e non fermarsi al dato di laboratorio.
Predisposizione genetica ed epigenetica
La predisposizione scritta nei geni e i segnali epigenetici (l’età biologica), che usiamo come monitoraggio nel tempo, non come diagnosi.
Il pannello è personalizzato: cosa entra lo decide il protocollo clinico, caso per caso. Vuoi capire perché proprio questi marcatori? Lo spieghiamo nella pagina La scienza dietro al metodo.
Ogni valore, rispetto al suo intervallo ottimale.
Nel Longevity Book ogni marcatore è mostrato così: dove cade il tuo valore e dove sarebbe ottimale per età e sesso. Conta la lettura nel contesto, non il numero isolato.
Esempio illustrativo: valori e intervalli non reali.
Un numero per orientarsi, dentro il Longevity Book.
Lo Score è parte del Longevity Book. Una sintesi nostra di marcatori che la ricerca e le linee guida associano alla salute, espressa in un punteggio da 0 a 100: più alto significa valori migliori per età e sesso. È una bussola, non una diagnosi.
Esempio illustrativo: valori non reali.

Il piano si aggiorna sui risultati reali.
A ogni re-test confrontiamo i dati con la base di partenza: cosa è migliorato, cosa no, cosa va corretto. Il piano (nutrizione, movimento, integrazione, recovery) non resta scritto una volta sola.
Ogni re-test diventa la nuova base di partenza: la bussola resta tarata sui tuoi risultati.
Tutto converge nel Longevity Book, che ricevi alla prima valutazione e che si aggiorna a ogni re-test: il tuo quadro di partenza, i marcatori che contano per te, le priorità e il piano.
Nel tempo, lo storico dei tuoi dati tiene insieme i risultati che si aggiungono, così ogni controllo si legge sulla tua serie personale, non come un esame isolato. La piattaforma che lo gestisce è in sviluppo (2026): la raccontiamo nella sezione Intelligence.
Misurare predittori validati del rischio serve ad agire prima e meglio. Non è una garanzia di esito, né una promessa di vivere più a lungo. Quello che possiamo fare è darti dati affidabili, una lettura competente e un percorso che si aggiorna. Cosa non promettiamo lo diciamo per esteso.
Un biomarcatore predittivo è una misura che gli studi collegano a un rischio futuro più alto o più basso. Sapere di essere a rischio permette di agire prima, ma misurare un predittore (cioè un valore che anticipa un rischio, da verificare caso per caso) non è la stessa cosa di un trattamento che ha dimostrato di cambiare l’esito. Teniamo distinte le due cose, sempre.
Per questo parliamo di marcatori che misurano e predicono, non di terapie che curano o ringiovaniscono.

Uno strumento di monitoraggio, non una diagnosi
L’età anagrafica è quella sulla carta d’identità. L’età biologica stima quanto è "vecchio" il corpo a livello molecolare, leggendo dei segnali chimici sul DNA (i cosiddetti orologi epigenetici): può essere più alta o più bassa di quella anagrafica.
- Le versioni più recenti predicono mortalità e malattia meglio dell’età anagrafica.
- Ci sono segnali, ancora da consolidare, che lo stile di vita possa influenzarle.
- Conta la tendenza nel tempo, non il numero isolato di una singola misura.
Le evidenze qui sotto descrivono lo stato del campo scientifico: sono studi su grandi popolazioni, non risultati ottenuti sui nostri pazienti. Li riportiamo per trasparenza.
VO₂max e mortalità: Mandsager et al., JAMA Network Open, 2018 (oltre 120.000 persone). ApoB e rischio di infarto: Marston et al., JAMA Cardiology, 2022. Lp(a) come fattore di rischio causale ed ereditario: Kamstrup et al., JAMA, 2009; Clarke et al., NEJM, 2009. Calcio coronarico (CAC): Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis (MESA), Peng et al., Circulation, 2021. Forza di presa e mortalità: UK Biobank, BMJ, 2018 (n ≈ 500.000). Infiammazione di fondo (inflammaging): Franceschi et al., 2000 per il concetto; rischio cardiovascolare e statina nello studio JUPITER, Ridker et al., NEJM, 2008. Glicemia (HbA1c) e mortalità sotto la soglia del diabete: Khaw et al., Annals of Internal Medicine, 2004.
Età biologica e orologi epigenetici: Horvath, 2013 e Hannum et al., 2013 per il concetto; predizione di mortalità e malattia con PhenoAge (Levine et al., 2018), GrimAge (Lu et al., 2019) e DunedinPACE (Belsky et al., 2022); segnali di influenzabilità dallo stile di vita nell’RCT CALERIE (Waziry et al., Nature Aging, 2023); limiti come strumento non diagnostico in Bell et al., 2019.
- —Non è una diagnosi.Non sostituisce la valutazione di un medico né identifica una malattia.
- —Non è un orologio biologico validato.Non è un test di età biologica certificato né un traguardo clinico riconosciuto.
- —Non è una garanzia.Un punteggio migliore non promette una vita più lunga; un punteggio peggiore non è una condanna.
- —Non è un confronto tra persone.Serve a seguire te nel tempo, non a classificarti rispetto ad altri (anche se il riferimento è la tua fascia d’età e sesso).
- —Non è un numero "magico".È una sintesi di marcatori reali: vale quanto i dati e l’interpretazione che ci stanno dietro.
Perché un solo numero, usato con onestà, aiuta a comunicare e a motivare, a patto di sapere cosa rappresenta. Lo Score non aggiunge informazione ai marcatori che lo compongono: li riassume.
Per le decisioni cliniche contano sempre i singoli valori, letti da un medico nel tuo contesto. Lo Score serve a tenere la rotta, non a guidare al posto del medico.