La scienza

Misuriamo ciò che la ricerca collega davvero alla salute nel tempo

Esistono marcatori (valori che si misurano con un esame) che predicono il rischio di malattia e di mortalità con un'evidenza solida e pubblicata. Sono questi a guidare il metodo. Qui spieghiamo, in italiano semplice, cosa misura ognuno, perché conta per te, e con quali limiti lo usiamo.

La distinzione di base

Predittore non vuol dire cura

Un biomarcatore predittivo è una misura che gli studi collegano a un rischio futuro più alto o più basso. Sapere di essere a rischio permette di agire prima, ma misurare un predittore (cioè un valore che anticipa un rischio, da verificare caso per caso) non è la stessa cosa di un trattamento che ha dimostrato di cambiare l'esito. Teniamo distinte le due cose, sempre.

Per questo parliamo di marcatori che misurano e predicono, non di terapie che curano o ringiovaniscono.

I marcatori che contano

Cosa misuriamo, e perché conta per te

Questi sono tra i predittori meglio documentati in letteratura. Per ognuno: cosa misura e perché conta per te. Gli studi che lo dimostrano sono raccolti nella sezione Fonti in fondo alla pagina.

Fitness cardiorespiratorio (VO₂max)

Cosa misura: quanto bene il cuore e i muscoli producono e usano energia sotto sforzo, in pratica quanto "fiato" e motore hai. Perché conta per te: è tra le misure più legate al rischio di morire prima del tempo, e più sei allenato meglio è, senza un tetto noto. La buona notizia: si allena.

ApoB: le particelle che otturano le arterie

Cosa misura: il numero di particelle di colesterolo che possono depositarsi nelle pareti delle arterie e, col tempo, ostruirle. Perché conta per te: dice il rischio di infarto meglio del colesterolo "cattivo" (LDL) che leggi di solito negli esami. A volte l'LDL sembra a posto, ma le particelle sono troppe.

Lp(a): un rischio scritto nei geni

Cosa misura: un tipo di colesterolo che dipende quasi tutto dalla genetica, non dallo stile di vita. Perché conta per te: se è alta, aumenta il rischio cardiovascolare a prescindere; basta misurarla una volta nella vita per sapere se ce l'hai e tenerne conto nelle scelte.

Calcio coronarico (CAC score)

Cosa misura: quanto calcio si è già depositato nelle arterie del cuore, una "fotografia" diretta delle placche già presenti. Perché conta per te: un punteggio molto alto segnala un rischio paragonabile a chi ha già avuto un infarto, anche se non hai mai avuto sintomi.

Forza di presa (grip strength)

Cosa misura: quanta forza hai nella mano, con un test semplice in studio; è un indicatore della tua forza muscolare complessiva. Perché conta per te: una mano più debole è associata a un rischio di mortalità più alto; è un termometro rapido di quanto "tieni" il corpo nel tempo.

Infiammazione di fondo (hsCRP, IL-6)

Cosa misura: il livello di infiammazione "silenziosa" che cova nel corpo anche senza una malattia evidente, quello che gli scienziati chiamano inflammaging, cioè l'infiammazione che cresce con l'età. Perché conta per te: è associata a maggior rischio cardiovascolare e di mortalità, ma è un segnale su cui si può agire.

Controllo della glicemia (HbA1c)

Cosa misura: la media della tua glicemia degli ultimi 2-3 mesi, in un solo esame. Perché conta per te: conta lungo tutto lo spettro, non solo quando scatta il diabete. Valori già un po' alti sono associati a un rischio maggiore e ti dicono di intervenire prima.

Età biologica

Età biologica: uno strumento di monitoraggio, non una diagnosi

L'età anagrafica è quella sulla carta d'identità. L'età biologica stima quanto è "vecchio" il corpo a livello molecolare, leggendo dei segnali chimici sul DNA (i cosiddetti orologi epigenetici): può essere più alta o più bassa di quella anagrafica.

Le versioni più recenti predicono mortalità e malattia meglio dell'età anagrafica, e ci sono segnali, ancora da consolidare, che lo stile di vita possa influenzarle. Gli studi sono nella sezione Fonti.

I limiti, in chiaro

Usiamo l'età biologica come strumento di monitoraggio nel tempo, non come diagnosi. Gli orologi epigenetici non sono test diagnostici né traguardi clinici riconosciuti. Una singola misurazione può avere un margine di rumore tecnico: conta la tendenza nel tempo, non il numero isolato. Non diciamo, e non puoi aspettarti da noi, di "invertire" o "ringiovanire" la tua età biologica di un numero preciso di anni. È il campo verso cui guarda la medicina della longevità: se entrerà nel nostro pannello, lo diremo esplicitamente.

In pratica

Cosa significa, in pratica

Misuriamo predittori validati per agire prima: individuare un rischio mentre è ancora modificabile e costruire un percorso mirato. Misurare bene è il primo passo, non la garanzia del risultato.

E teniamo distinto ciò che ha evidenza forte (i marcatori di questa pagina) da ciò che ha evidenza debole o preliminare. Quando una tecnologia o una terapia ha prove limitate, lo diciamo: non la presentiamo come "scienza della longevità".

Cosa NON trovi in questa pagina

In questa pagina parliamo solo di marcatori con evidenza solida. Alcuni trattamenti che si vedono spesso associati alla "longevità" (infusioni, ossigenoterapia, terapie rigenerative) non hanno, ad oggi, prove di effetto sulla longevità o sulla mortalità. Per questo non li presentiamo qui come scienza.

Fonti

Le fonti scientifiche

Le evidenze qui sotto descrivono lo stato del campo scientifico: sono studi su grandi popolazioni, non risultati ottenuti sui nostri pazienti. Li riportiamo per trasparenza.

VO₂max e mortalità: Mandsager et al., JAMA Network Open, 2018 (oltre 120.000 persone). ApoB e rischio di infarto: Marston et al., JAMA Cardiology, 2022. Lp(a) come fattore di rischio causale ed ereditario: Kamstrup et al., JAMA, 2009; Clarke et al., NEJM, 2009. Calcio coronarico (CAC): Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis (MESA), Peng et al., Circulation, 2021. Forza di presa e mortalità: UK Biobank, BMJ, 2018 (n ≈ 500.000). Infiammazione di fondo (inflammaging): Franceschi et al., 2000 per il concetto; rischio cardiovascolare e statina nello studio JUPITER, Ridker et al., NEJM, 2008. Glicemia (HbA1c) e mortalità sotto la soglia del diabete: Khaw et al., Annals of Internal Medicine, 2004.

Età biologica e orologi epigenetici: Horvath, 2013 e Hannum et al., 2013 per il concetto; predizione di mortalità e malattia con PhenoAge (Levine et al., 2018), GrimAge (Lu et al., 2019) e DunedinPACE (Belsky et al., 2022); segnali di influenzabilità dallo stile di vita nell'RCT CALERIE (Waziry et al., Nature Aging, 2023); limiti come strumento non diagnostico in Bell et al., 2019.